Diario di viaggio di due mesi di LudoStoria

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Diario di viaggio di due mesi di LudoStoria

di Riccardo Masini

Un progetto che cammina con le sue gambe, un gruppo riconosciuto ormai da tutte le grandi sigle e dagli operatori del settore, una comunità che propone e si fa coinvolgere fattivamente nell’interesse di tutti.

Queste sono state le cose che ho pensato osservando negli ultimi due mesi, a partire dai primi di febbraio fino ad oggi, un netto (e graditissimo!) intensificarsi delle attività di LudoStoria, ancor più importanti perché rivolte all’esterno del nostro gruppo. Perché, come ricordiamo sempre, il nostro scopo principale è quello di rivolgerci al di fuori delle cerchie ristrette, promuovendo il gioco storico anche nei confronti di quelle fasce di pubblico che ancora non lo praticano, allargandone la percezione e rendendolo ancora più accessibile a chiunque… e tutto quello che è successo negli ultimi due mesi va esattamente in quella direzione.

Abbiamo dato inizio alle danze, per così dire, con la FederludoCon del 7-9 febbraio, tenutasi a Castelnuovo di Garfagnana. In tale consesso, LudoStoria ha fatto la sua prima uscita in qualità di associata Federludo, entrando in contatto con le tante altre realtà associative che si occupano di tutte le possibili forme del gioco e che compongono questa bella realtà federale. E l’accoglienza che abbiamo ricevuto è stata a dir poco calorosa.

Grande è stato l’entusiasmo e il calore con cui siamo stati accolti, per una comunità di gioco storico che vuole realmente aprirsi all’esterno e confrontarsi in un clima di reciproco rispetto e comunanza di intenti aggregativi. Workshop formativi, riunioni operative sulla didattica ludica, bei momenti di gioco e serate conviviali con vecchi e nuovi amici hanno contrassegnato uno splendido finesettimana che non dimenticherò mai e che consiglio di provare in prima persona a tutti gli associati di LudoStoria: la prossima edizione del febbraio 2026 si terrà nella splendida cornice della città di Matera.

Questi tre giorni di febbraio hanno ripagato più che ampiamente la decisione assunta nello scorso autunno di assumere una forma associativa che desse riconoscimento pieno alle nostre attività e ci permettesse appunto di intavolare rapporti con altre realtà analoghe sia nell’ambito della Federludo che al di fuori. Come ho avuto modo di dire personalmente al Presidente di Federludo, Giovanni Bacaro, per noi quella di aderire a Federludo è stata una scelta convinta e “strategica”, trovando piena sintonia tra la Carta dei Valori Ludici di Federludo e il Manifesto fondativo di LudoStoria. Certo, non avremmo mai immaginato di trovare oltre che una nuova realtà aggregativa anche una vera e propria “casa ospitale” per LudoStoria, alla quale siamo felici di poter dare il nostro contributo fattivo fin da subito.

Di lì a poco è stato il momento del CAST di Firenze, altrimenti noto come Convegno di Archeologia, SToria e gioco da tavolo, curato dal gruppo Let’s Dig Again che riunisce archeologi, storici e studiosi di varie discipline. Ci sentiamo molto legati al CAST anche sul piano affettivo, manifestazione a cui partecipiamo già dalla prima edizione dello scorso anno e alla quale nel 2025 LudoStoria ha fornito anche il proprio patrocinio. L’evento sta indubbiamente crescendo e valorizzando sempre meglio la struttura delle Murate a Firenze, grazie alla competenza e all’entusiasmo dei suoi organizzatori.

Anche quest’anno erano presenti diverse realtà e grandi personalità del mondo del gioco, compresi diversi editori, che hanno partecipato con dimostrazioni pratiche e interventi nel ricco programma di discussioni sul rapporto tra gioco e mondo accademico. LudoStoria ha dato il suo contributo con una tavola rotonda sull’utilizzo della simulazione storica come strumento attivo di ricerca storica, con la partecipazione di ricercatori e operatori del settore ludico, e anche col nostro ormai consueto “tavolo fiorentino”: ci siamo concentrati su titoli sandbox come il poliedrico Ancient Civilizations of the Inner Sea (GMT) e il politico Optimates et Populares (Hollandspiele), raccogliendo molto interesse e partecipazione.

Nel frattempo, si moltiplicavano anche gli eventi su Roma, incentrati su quelle che sono ormai diventate le due “sedi non ufficiali” di LudoStoria nella Capitale: l’accogliente Odin LudoPub (per chi fosse interessato, zona San Paolo) e il polo museale della Vaccheria (zona Mostacciano-Spinaceto). Se nel primo continuano i nostri ormai abituali LudoStoriCorner, appuntamenti di gioco storico in cui tutti portano liberamente le loro proposte condividendole con gli altri iscritti e godendosi l’ottimo menu dell’Odin, la comoda e attrezzatissima struttura della Vaccheria i cui eventi sono gestiti da AurorArt APS rappresenta da tempo un centro di attrazione per molte realtà ludiche dell’area romana, ovviamente LudoStoria inclusa.

Qui si sono tenuti due appuntamenti di GiocArte, giornate di gioco con più sigle coinvolte e ospitate nelle grandi sale ricolme di opere d’arte moderna in un bellissimo dialogo tra gioco e cultura, nonché il grande evento della convention GMT / Ergo Ludo Editions dello scorso 22-23 marzo.

Naturalmente LudoStoria era in prima linea ad accogliere l’ospite d’onore delle due giornate, colui che ha impresso una svolta indelebile al gioco storico: Mark Herman. L’autore di capolavori come We the People, Empire of the Sun, Fire in the Lake e Churchill si è intrattenuto con tutti i partecipanti, presentando il prototipo del suo nuovissimo Triumvir (dedicato chiaramente al Primo Triumvirato tra Cesare, Pompeo e Crasso… con echi di Versailles 1919 e fors’anche un pizzico del classicissimo The Plot to Assassinate Hitler). Herman si è dunque reso disponibile con grande gentilezza alla miriade di autografi che in tanti gli hanno chiesto ed è anche intervenuto alla presentazione delle nuove localizzazioni e proposte originali di Ergo Ludo (ricordiamo in questo senso Aeterna di Martin Wallace, altro nome di peso del settore) con una magistrale esposizione della sua concezione di gioco storico e di tanti ricordi raccolti in decenni di carriera fin dai suoi esordi come sviluppatore e poi autore nella SPI di Jim Dunnigan.

Nel corso del dibattito, abbiamo potuto intrattenerci con Mark sulle motivazioni effettive che spingono tante persone a dedicare così tanto tempo a questo hobby. Se leggere un saggio storico, ci ha risposto, è un po’ come leggere una guida di viaggio nel passato, giocare con la Storia significa salire in macchina, prendere in mano il volante e decidere noi in prima persona dove andare e cosa visitare. È questo, l’agency del giocatore, ossia la sua libertà decisionale, il vero elemento decisivo del gioco storico che lo rende così attrattivo e che ti tiene agganciato a mappe, tabelle e regolamenti: non potremmo essere più d’accordo!

Ovviamente è stata anche l’occasione per fare delle altre belle partite insieme e i tanti iscritti e Soci di LudoStoria romani si sono avvicendati ai tavoli, unendosi a quelli gestiti da GdT Roma Players, con dimostrazioni di titoli GMT ed Ergo Ludo come Inferno, Commands & Colors: Samurai, Sword of Rome, 300 e Port Arthur… come anche di nominare Mark nostro Socio onorario di LudoStoria, con la sua bella tessera n. 46.

Infine, la conclusione migliore di questi due intensissimi mesi: Play, la grande convention italiana del gioco.

Non ve lo nascondo, questa era un’edizione diversa dal solito e per molti versi anche più impegnativa. Play cambiava sede, da Modena a Bologna, e anche LudoStoria cambiava collocazione, entrando nell’area Federludo quasi a chiudere il cerchio iniziato a febbraio in Garfagnana.

Molte erano le incognite, i nuovi punti di riferimento da prendere, i nuovi contatti da intrecciare e anche le nuove modalità di partecipazione da definire. Ma se i dettagli pratici sono stati risolti rapidamente e senza intoppi grazie all’ottima gestione “federale” dell’area, quello che ci ha colpito è stato il ritorno ottenuto da questa nuova avventura.

Trovarsi nel Padiglione dei giochi scientifici rappresenta un’evoluzione quasi naturale per un gruppo come LudoStoria che da sempre persegue un’idea di gioco storico improntata alla valorizzazione del suo essere prodotto culturale oltre che meramente ludico. In una zona costellata da realtà di grandissimo prestigio come università, centri di ricerca nazionali, enti territoriali, istituzioni accademiche e scientifiche di ogni tipo, LudoStoria ha potuto esprimere al meglio le potenzialità del giocare con la Storia in maniera libera, aperta e a disposizione di chiunque voglia fare un viaggio nel passato tirando dadi, giocando carte e muovendo pedine su di una mappa.

Lo spazio di LudoStoria è stato praticamente sempre in piena attività: le dimostrazioni di Battlefields of the Napoleonic Wars, Quartermaster General East Front, 1943-1945 si sono così affiancate alle anteprime di Guerre Eclair, Norway ’40, S.55 Wings Over the Atlantic e I Nidi di Ragno, con un afflusso continuo di appassionati e raccogliendo l’ammirazione delle altre federassociate presenti che ci vedevano “all’opera” per la prima volta così da vicino. Ringraziamo in particolare Florent Coupeau, CEO di Nuts! Publishing, e Alessandro Lanzuisi, CEO di Ergo Ludo Editions, che si sono intrattenuti ai nostri tavoli per presentare e ammirare per la prima volta le edizioni europee dei nuovi Bonsai Games del maestro Yasushi Nakaguro in procinto di approdare sul nostro continente: un vero orgoglio per LudoStoria averli potuti mostrare agli appassionati in anteprima assoluta!

Ancora per rimarcare il valore culturale dell’operato di LudoStoria, a Play abbiamo anche gestito due incontri, entrambi molto seguiti: la presentazione dell’antologia internazionale di saggi EuroWarGames (curata da me, Jan Heinemann e Fred Serval) e la conferenza storica su 23 Pugnalate (Studio Supernova), un divertente party game a tema storico (anche qui “cesariano”!) che vedrete presto sui nostri tavoli.

Play come sempre, però, oltre che gioco, è anche opportunità di incontro e non possiamo non ringraziare Federludo e tutte le federassociate presenti per l’accoglienza di questa nostra “nuova prima volta”: abbiamo dato il nostro contributo all’area federale ed è stato molto apprezzato, raggiungendo l’obiettivo che ci eravamo prefissati. In più, è stata l’occasione per rinsaldare i rapporti con alcune sigle federate particolarmente attive in vari settori del gioco storico: AEREL Pavia, AFBIS Firenze, Eryados, GMBS Faenza, Salotto di Giano… segnatevi questi nomi, li ritroverete spesso su queste pagine e nel calendario dei prossimi eventi LudoStoria.

La chiusura di Play e un ultimo GiocArte, con l’arrivo poi delle vacanze pasquali, hanno dunque segnato la conclusione di questo primo, intensissimo ciclo di attività del 2025. Naturalmente siamo già al lavoro su altri eventi ed iniziative, come vedrete dal calendario ludostorico incluso in questo numero, ma una riflessione la possiamo fare tutti insieme.

Questo lungo susseguirsi di eventi e soprattutto l’entusiastica risposta del pubblico confermano ancora una volta la validità di quanto abbiamo scritto nel nostro Manifesto e ancor di più di quanto facciamo concretamente nel nostro gruppo e nella nostra Associazione: aprendosi al grande pubblico, uscendo dalle nicchie, collaborando con le altre realtà del mondo del gioco e diversificando la natura della propria offerta il gioco storico può prosperare, crescere e occupare il posto d’onore che gli compete nel panorama ludico generale.

LudoStoria è qui per questo, e continuerà ad operare in tal senso.

E adesso… avanti verso la prossima partita: chi vuole giocare alla Storia con noi?

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