Churchill, quando il gioco simula la realtà

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IL COMMENTO

Churchill, quando il gioco simula la realtà

di Luciano Fornaciari

ll fatto che una volta finita la partita non si sappia chi ha vinto e che il calcolo del punteggio sia molto lungo da farlo quasi sembrare una seconda fase della partita stessa  è voluto, e secondo me è la cosa più riuscita del gioco, simula perfettamente la realtà storica, infatti all’indomani della caduta del nazismo non fu assolutamente chiaro quale delle tre compagini alleate (USA, UK e URSS) potesse a buon diritto dichiararsi dominante rispetto agli altri. Il dopoguerra ha stabilito la caduta dell’impero inglese e la supremazia americana, ma ci sono voluti anni. E proprio come nel gioco nessuna delle tre compagini poteva cambiare gli eventi rispetto a quanto fatto durante la guerra. È bello verificare durante il conteggio come microdecisioni diverse avrebbero potuto modificare gli eventi finali. Infatti nella realtà storica viene da chiedersi: quale sarebbe stato l’esito finale se l’URSS avesse concentrato maggiormente gli sforzi sui paesi balcanici piuttosto che puntare ad anticipare gli angloamericani su Berlino ? Io ho un’opinione di questo gioco piuttosto alienante, mi sembra sempre che sia il sistema del regolamento che si prende gioco degli attori e non viceversa, ma la storia è proprio cosi, determinismo zero…

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