SAGA: Scontri epici e strategie medievali in un wargame unico

L’ANGOLO DEL WARGAME

SAGA: Scontri epici e strategie medievali in un wargame unico

di Marco Ortalda

Un viaggio attraverso battaglie, strategia e miniature, dai generali di Alessandro Magno alla Guerra delle due Rose, con un tocco di magia e leggende

Il mondo del wargame 3D affonda le sue radici soprattutto in Inghilterra, e non sorprende quindi che siano nati in questo Paese numerosi regolamenti dedicati a ricreare i combattimenti del periodo medievale. Molti di questi si concentrano sulla storia inglese, un’epoca avvolta nel mistero e nelle leggende. Il mito di Re Artù e delle sue gesta, insieme all’immagine evocativa dell’Inghilterra dei Dark Ages, è scolpito nella mente di tutti noi fin dall’infanzia, quasi come una fiaba.

Nel wargame, però, hai la possibilità di dar vita a questo mondo fantastico, ricreando battaglie epiche con le miniature. È innegabile che, con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la strategia militare subisce un lento declino, nonostante le innumerevoli guerre e spedizioni che segnano quei secoli turbolenti. Il Medioevo rappresenta l’era d’oro della cavalleria, che per secoli ha dominato i campi di battaglia con la sua forza d’urto implacabile, fino a quando l’introduzione degli arcieri inglesi e dei balestrieri genovesi non cambia le sorti della guerra. Ma è solo con l’arrivo della polvere da sparo che il dominio della cavalleria giunge al termine.

Tra i numerosi regolamenti che permettono di rivivere questi conflitti, alcuni dei più noti sono Hail Caesar, Dux Bellorum, Baron’s war, Pillage, Lion Rampant, To the Strongest, SAGA, Impetus 2… solo per citarne alcuni. Tuttavia, in questo articolo vogliamo concentrarci su quattro di essi.

 Lion Rampart 2nd Edition
Il medioevo secondo Daniel Mersey: semplice da imparare, difficile da smettere

Per molti wargamer Lion Rampart è sinonimo di partite rapide, eserciti contenuti, tanto carattere sul tavolo e quel pizzico di caos che trasforma uno scontro in una storia da raccontare.

Lion Rampant è nato come uno dei primi titoli della linea Osprey Wargames, ha generato un’intera “famiglia” di giochi: Dragon Rampant, The Men Who Would Be Kings, Pikeman’s Lament, Xenos Rampant…. Il cuore del sistema, però, è sempre rimasto lo stesso: attivazioni a rischio, unità con caratteristiche specifiche e un medioevo ampio, quasi “hollywoodiano”, ispirato alla storia.

La Second Edition non stravolge questo impianto. Più che un nuovo regolamento è semplicemente una sua evoluzione che ha cercato di rendere il gioco ancora più veloce.

Il sistema di attivazione è il vero protagonista. Ogni unità ha azioni che le riescono più o meno facilmente in base alla sua natura: la cavalleria pesante carica senza pensarci due volte, ma fatica a manovrare; gli schermagliatori sono mobili, ma riluttanti a gettarsi in mischia. Fallire un tiro di attivazione significa passare la mano all’avversario, simulando in modo elegante il caos e l’attrito del campo di battaglia.

È una meccanica amata e odiata, e Mersey lo sa bene. Per questo la Second Edition introduce un cambiamento importante: tutti i leader hanno ora una capacità di reroll sulle attivazioni fallite entro 12”. Questo piccolo ritocco mitiga una delle critiche storiche al gioco, senza eliminarne la tensione. Le truppe restano imprevedibili, ma il giocatore ha finalmente un margine di controllo in più e soprattutto una scelta tattica reale su dove e come usare il proprio comandante.

Uno dei grandi punti di forza del gioco rimane la facilità di accesso a questo tipo di regolamento. Sulla linea dei regolamenti della Osprey, sono sufficienti poche unità (spesso una singola scatola di fanteria in plastica) per mettere insieme una banda da 24 punti. È il sistema ideale sia per chi vuole avvicinarsi agli storici, sia per chi desidera una serata di gioco rilassata ma non banale.

Il gioco copre volutamente un arco enorme: dal tardo romano e Alto Medioevo fino alle soglie dell’era delle armi da fuoco. Ci sono regole per shieldwall, picchieri, armi da fuoco primitive, cammelli, carri e persino opzioni leggendarie. Questo approccio sacrifica un po’ di specificità, ma guadagna enormemente in giocabilità.

Il manuale è ricco: 16 scenari, un sistema di mini-campagne snelle ma efficaci, regole per multiplayer e una gestione del terreno molto più articolata rispetto alla prima edizione.

Lion Rampant Second Edition è veloce, evocativo, narrativo e incredibilmente facile da portare in tavolo, anche in multiplayer. Se cercate un regolamento medievale ultra-dettagliato, probabilmente guarderete altrove. Ma se volete mettere modelli sul tavolo, tirare dadi e vivere una serata di gioco, Lion Rampant resta una buona alternativa.

To the Strongest!
Quando il wargame storico incontra il boardgame (e funziona dannatamente bene)

Nel panorama dei regolamenti per antichi e medioevo, To the Strongest! occupa un posto tutto suo. Non è una simulazione iper-dettagliata per puristi, ma nemmeno un semplice giochino. È un regolamento che osa: griglia sul tavolo, niente dadi, carte da gioco al posto delle attivazioni. Sì … proprio carte da gioco … come quelle che si usano per una briscola in cinque.

Dietro il progetto c’è Simon Miller con un’idea molto chiara: creare un sistema estremamente accessibile in pochi minuti anche a neofiti e ragazzi.

Partiamo da uno dei punti di forza assoluti: la libertà totale sul fronte delle miniature. Non importa scala, basette o produttore. 28mm, 15mm, 10mm, 6mm, plastica 1/72, blocchetti di legno o addirittura cartoncini con scritto “Cavalleria”: tutto è valido. Basta mettersi d’accordo con l’avversario.

Iniziamo con il tavolo … la grigia in cui dividere il tavolo può essere invisibile .. alla Piccola Armata per esempio abbiamo usato dei piccoli spilli colorati per segnare i vari “quadrati” in cui si muovono le unità. Miller con questo sistema ha evitato uno dei problemi che affliggono i wargames e che sono oggetto di tante discussioni: misurazioni, angoli, manovre geometriche degne di un compasso

Secondo l’autore, questo da solo fa risparmiare almeno mezz’ora a partita. Ed è difficile dargli torto.

Altra particolarità … niente dadi. Solo carte da gioco. Ogni giocatore ha il proprio mazzo e le carte servono per: muovere, attaccare, lanciare dardi o salvare.

Il sistema è incrementale: più fai fare cose a una stessa unità, più alto sarà il valore di carta richiesto. Un movimento semplice può richiedere un 2+, ma se vuoi continuare a spingere la stessa unità, la soglia sale … 3+, 4+ etc. A un certo punto fallirai e quando succede, quel comando si ferma immediatamente e si passa oltre.

Il risultato è un mix riuscitissimo di: gestione delle risorse, rischio, decisioni sull’ordine delle attivazioni.

Puoi tentare la giocata eroica… oppure fermarti prima e giocare sul sicuro. In entrambi i casi, la tensione è costante.

Anche il combattimento segue la stessa filosofia: attacchi solo se li ordini, niente risoluzioni automatiche. Per colpire servono valori precisi (di solito 6+ in mischia, 8+ a distanza), poi il difensore tenta il tiro salvezza basato sull’armatura.

Qui emergono le differenze tra le truppe: i cavalieri in armatura pesante resistono molto più a lungo, i picchieri possono negare il contrattacco, le lance raddoppiano l’efficacia della carica, gli arcieri inglesi tirano due volte, etc

Poche regole, effetti chiarissimi. Il gioco è rapido e piuttosto sanguinoso: niente combattimenti eterni, le linee possono crollare improvvisamente.

Particolare anche il sistema delle munizioni per il tiro: ogni unità ha un numero limitato di colpi e poi deve rifornirsi dal campo.

To the Strongest! copre un arco temporale enorme: dall’epoca biblica fino alla fine del Medioevo.

È un gioco che restituisce sensazioni storiche forti, senza perdersi in eccezioni e sotto regole. Il prezzo da pagare è una simulazione meno profonda rispetto a sistemi più “pesanti”, ma il guadagno in fluidità è enorme.

Il sistema funziona bene con giocatori giovani o non esperti.

To the Strongest! è un regolamento che non ha paura di rompere le convenzioni, e lo fa con intelligenza. È veloce, elegante, accessibile e sorprendentemente profondo. Sì, è un po’ “boardgame con miniature”, e per alcuni questo sarà un difetto. Per molti altri, è esattamente il suo punto di forza.

SAGA
Dove la storia incontra il gioco, e ogni battaglia è una nuova leggenda da scrivere 

SAGA è un gioco di schermaglie che trasporta i giocatori nelle epiche battaglie tra piccole warband, composte da pochi, ma temibili guerrieri. A seconda dello scenario scelto e del tipo di esercito che decidi di comandare, puoi gestire da 16 a più di 100 miniature. Mediamente, con 30-40 miniature per parte, ti puoi lanciare in sfide che promettono di essere sempre diverse.

Nato con l’intento di ricreare i conflitti dell’epoca delle popolazioni norrene, il gioco si è subito concentrato su Vichinghi, Anglo-Sassoni e Danesi. Tuttavia, il successo del primo manuale ha spinto alla creazione di espansioni che hanno spaziato in diverse ere storiche: dalla cavalleria del Tardo Medioevo, alle Crociate, alle invasioni germaniche, fino ad arrivare alle Guerre Puniche e all’epopea di Alessandro Magno. Non manca nemmeno un’espansione fantasy con “Age of Magic”.

Una delle chiavi del successo di SAGA è la sua semplicità e versatilità nella creazione dell’esercito: ogni warband è composta dalle stesse unità base – eroi, guardie, guerrieri e leve. Aggiungi a queste le unità speciali che ogni fazione possiede (come i leggendari berserker vichinghi o i temuti catafratti romani), e il gioco diventa un vero e proprio campo di battaglia ricco di possibilità. Inoltre, alcune fazioni possono arruolare mercenari e personaggi leggendari, come Pietro l’Eremita, Annibale e Goffredo di Buglione, che arricchiscono l’esperienza di gioco con elementi inaspettati e caratteristici. Il risultato? Le liste sono così versatili che puoi decidere di guidare un esercito di Crociati composto da cavalieri d’élite e robusti sergenti oppure schierare una folla di fanatici pellegrini.

Il cuore di SAGA sono i Battleboard, vere e proprie tavole di battaglia in formato A4 personalizzate per ciascuna fazione, che aggiungono un’ulteriore dimensione strategica al gioco. Ogni casella sulla plancia rappresenta un’abilità speciale o un ordine che può essere attivato con il lancio dei dadi SAGA. Questi dadi non sono semplici dadi a sei facce: ogni lato porta simboli che, combinati, permettono di compiere azioni decisionali cruciali sul campo di battaglia. La gestione delle risorse è facile e intuitiva, con il punteggio dell’esercito che dipende dalle unità schierate. Calcolare il punteggio del proprio esercito è facile. Il numero di dadi SAGA dipende dalle unità schierate: 4 guardie, 12 leve, 8 guerrieri sono 1 punto. Una volta esauriti i tuoi dadi SAGA, tocca al tuo avversario.

Ma c’è di più: la “fatica” è una caratteristica che distingue SAGA dagli altri giochi di guerra. Le unità possono muoversi, combattere e tirare più di una volta per turno, ma a un prezzo: accumulano punti fatica che, se non gestiti correttamente, possono indebolire le tue forze. Riposare o utilizzare abilità speciali ti permette di curare la fatica e tornare in azione. Inoltre, puoi usare la fatica a tuo favore per rallentare l’avanzata nemica o rendere più difficili i suoi attacchi.

Ogni libro che compone l’universo di SAGA non è solo un manuale di regole, ma contiene informazioni storiche sul periodo e le fazioni. I supplementi sono ricchi di scenari che puoi affrontare sia in partite singole che in campagne più complesse. Per esempio, l’espansione su Alessandro Magno include un’appendice intitolata “scontro tra Diatochi” che permette di giocare una campagna personificando i vari generali del famoso Macedone.

La bellezza di SAGA risiede nella sua versatilità: puoi optare per scenari storici precisi, oppure vivere avventure più bizzarre, come una corsa contro il tempo per salvare una principessa rinchiusa in una torre o per conquistare l’ultima botte di birra della Contea. Ogni partita è diversa dalla precedente, grazie alla varietà delle fazioni e degli scenari.

Il gioco si gioca in scala 28mm, e trovare miniature adatte è facile grazie a produttori come Perry Miniatures, Victrix e Gripping Beast. In Italia, la Uppsala Miniatures ha lanciato una serie di modelli ispirati alle guerre delle Signorie Italiane del XIV secolo, ampliando ulteriormente le possibilità per i giocatori.

In sintesi, SAGA è un gioco che si adatta a ogni tipo di giocatore: da chi cerca un’esperienza storicamente fedele a chi è in cerca di puro divertimento, passando per gli appassionati di pittura e modellismo.

La comunità di giocatori di SAGA è attiva e appassionata, con tornei organizzati regolarmente in Italia e all’estero. La traduzione dei manuali in italiano pubblicati dalla VEA Editori  grazie al lavoro del Nostro socio de “La Piccola Armata, Aurelian Leclerc, ha reso il gioco ancora più accessibile, aumentando la sua popolarità tra i non anglofoni.

L’anno scorso, ai mondiali di SAGA, hanno partecipato 64 giocatori provenienti da 10 diverse nazioni.

SAGA è un wargame che unisce la storicità alla fluidità del gioco, perfetto per chi cerca un’esperienza immersiva senza rinunciare al divertimento. Che tu sia un veterano dei wargame o un neofita, SAGA ti accoglie con la sua versatilità e il suo fascino senza tempo!

Basic Impetus 2
Quando la battaglia si fa complessa arriva Il wargame italiano

Nel mondo dei wargame storici esiste una categoria molto particolare: regolamenti che promettono battaglie campali, con linee che avanzano, cariche devastanti e crolli improvvisi… ma senza richiedere centinaia di miniature o pomeriggi interi.

Basic Impetus 2 appartiene esattamente a questa categoria.

Nato come versione introduttiva di Impetus, a distanza di dieci anni Basic Impetus si è trasformato in qualcosa di diverso: non più un “assaggio”, ma un regolamento autonomo, completo capace di coprire un arco storico enorme (dal periodo biblico al Rinascimento) con ben 340 liste esercito.

Gli eserciti sono composti mediamente da 8 – 14 unità, ciascuna rappresentata da una basetta multipla.

Una partita standard dura 60–90 minuti, raramente supera le due ore. Un risultato perfetto per un regolamento che vuole trasmettere la sensazione di una vera battaglia campale.

Il turno è semplice: I-go / You-go, con una variante interessante. All’inizio di ogni round si determina l’iniziativa, e non è raro che un giocatore possa agire due volte di fila. Questo introduce una tensione costante: una breccia aperta può essere sfruttata subito… oppure chiudersi drammaticamente.

Il combattimento è simultaneo. Quando due unità entrano in contatto, tirano entrambe i dadi, con bonus per chi carica (l’“Impetus”, appunto). Chi subisce più perdite deve ritirarsi e può essere inseguito. Se il contatto avviene di nuovo, il combattimento riparte da zero. Questo è il vero cuore del regolamento perché permette di vedere … linee che cedono rapidamente, unità leggere che creano buchi nella disposizione dell’avversario … in poche parole uno scontro degno di una battaglia campale medioevale.

Uno degli elementi più caratteristici di Impetus è il VBU (Valore di Base dell’Unità). Rappresenta: potenza offensiva, resistenza e coesione dell’unità. Quando un’unità subisce perdite, il suo VBU scende, rendendo i soldati meno efficaci in attacco, più fragili ed inclini a crollare. È una soluzione elegante e molto intuitiva.

Le tipologie di truppe sono relativamente semplici, ma ben caratterizzate. Ci sono: schermagliatori e cavalleria leggera che possono evadere, ma non automaticamente, Warband devastanti all’impatto, ma fragili una volta logorate etc etc

Il regolamento completo è composto da circa 13 pagine di regole effettive. Il resto del manuale è dedicato a: costruzione delle armate, liste esercito, regole per grandi battaglie e multiplayer.

Basic Impetus 2 è un regolamento semplice, veloce e brutale quando serve, storicamente credibile nei risultati e incredibilmente ricco grazie alle sue 340 liste esercito.

Conclusione

Dai campi della Guerra delle Due Rose ai Limes germanici, questi quattro regolamenti dimostrano che la storia può essere vissuta, giocata e raccontata sul tavolo. Che tu sia un veterano dei wargame o un neofita curioso, Lion Rampant, To the Strongest!, Impetus 2, SAGA offrono esperienze diverse ma tutte avvincenti.

Le Foto

Le foto sono miniature in 28mm dipinte da Aurelian Leclerc e Marco Ortalda.  Elementi scenici: La Piccola Armata, club di wargames di Torino.

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