Allora, come è andata questa StoriCon?
Va detto, siamo stati un po’ ambiziosi con lo slogan della prima StoriCon: “Il gioco storico come non lo avete mai visto!”.
Dunque, cosa si sarà mai visto di così diverso il 21 e 22 febbraio scorsi, presso lo Spazio Espositivo La Vaccheria, in Roma?
Partiamo dalle premesse, ossia da coloro che hanno reso possibile tutto. Le istituzioni pubbliche, innanzitutto, e nello specifico il Municipio IX del Comune di Roma che ci ha concesso per ben due giorni l’utilizzo pieno dello splendido Spazio Espositivo La Vaccheria, ex struttura agricola che sorge nei pressi del quartiere EUR della Capitale e adibita ad ospitare mostre, manifestazioni culturali, attività di studio e conferenze di vario genere. Avere a disposizione una location di questo pregio è stata per noi tutti un’occasione davvero unica, che chi organizza eventi ludici sa bene essere tutt’altro che frequente e scontata: qui un ringraziamento e un applauso al Municipio, ai suoi responsabili e al personale tutto della struttura sono più che meritati!
Oltre a ciò, naturalmente abbiamo tutte le varie realtà (sono una ventina!) che hanno partecipato e animato il finesettimana: vedere associazioni, gruppi di gioco, editori, autori e comunicatori ludici lavorare fianco a fianco, mettendo in comune tutte le diverse risorse e competenze è stato semplicemente uno spettacolo. Come LudoStoria Roma abbiamo coordinato l’intera macchina, raccogliendo unanimi attestati di stima per l’organizzazione e l’impegno, ma mai come in questo caso dobbiamo e vogliamo dire che il grande successo di StoriCon lo si deve a ciascuno dei suoi tanti partecipanti.
Ecco, il successo di pubblico, un’altra cosa da evidenziare. Perché, sì, esistono in Italia manifestazioni dedicate al gioco storico che ottengono numeri comparabili (siamo nell’ordine delle svariate centinaia a rotazione in due giorni, afflussi registrati e confermati dai registri della Vaccheria), ma intanto per una prima edizione i risultati si sono rivelati al di sopra delle nostre stesse aspettative e poi raramente si vede un pubblico così diversificato per età, genere, esperienza, provenienza culturale ad un evento di gioco storico. Abbiamo davvero fatto giocare tutte e tutti coloro che si sono trovati in Vaccheria quel finesettimana, con tavoli a prenotazione e ad accesso libero, con un’offerta ampia a prescindere dal livello di esperienza e dalla tipologia di gioco preferito… anche per chi era venuto semplicemente per vedere la bella mostra di pop art ospitata nelle sale e si è di colpo ritrovato all’interno del formidabile “portale” spazio-temporale di StoriCon!
Altra cosa, appunto, la tipologia dei giochi con cui i partecipanti hanno viaggiato nei secoli e nei luoghi della Storia. Ci sono bellissime manifestazioni ludiche generaliste in cui ritrovate ottimi settori dedicati al gioco storico (lo sappiamo, perché come LudoStoria vi partecipiamo da anni!). Ci sono anche ottimi eventi dedicati esclusivamente al gioco storico che dividono accuratamente il wargame dal gioco tridimensionale e dal gioco di ruolo, assegnando a ciascuno un settore specifico in cui svolgere serenamente le proprie attività.
Tutte modalità con ottime ragioni alle spalle… StoriCon, però, ha seguito un’altra strada.
Se n’è subito reso conto chi ha letto il programma, si è prenotato agli eventi, ha osservato la disposizione dei tavoli: a StoriCon si potevano trovare tavoli di tridimensionale accanto a tavoli di wargame su mappa, gruppi di gioco di ruolo da tavolo e dal vivo, dimostrazioni di giochi da tavolo a breve distanza da letture di gruppo di librigioco, persone in splendidi costumi storici e accademici affermati impegnati in interessantissime conferenze… tutto insieme. Nel senso di una cosa accanto all’altra, senza soluzione di continuità, magnificamente mescolata.
Un gran guazzabuglio? Tutt’altro: un messaggio. Perché il minimo comune denominatore di StoriCon non era questo o quel tipo di gioco, non era neanche il gioco e basta, bensì il gioco storico… in ogni sua forma. E non importa se eravate venuti per interpretare un ruolo o spostare soldatini su di uno scenario o ancora muovere pedine su di una mappa: dopo la partita al vostro tipo di gioco storico preferito, potevate alzarvi dal tavolo e accanto a voi trovarne un altro di natura completamente diversa, pronto ad accogliere la vostra curiosità e a trascinarvi in un’esperienza del tutto inaspettata.
Il grande esperimento, se volete anche culturale, di StoriCon è stato dunque mescolare le diverse platee di pubblico dei diversi tipi di gioco storico e vedere cosa sarebbe successo. I risultati? Di nuovo, al di là delle nostre aspettative.
Si vedevano wargamer di vecchia data tornare giovani di colpo, agli anni in cui avevano cominciato dipingendo soldatini. Seguaci dei giochi da tavolo di ultima generazione sedersi incantati di fronte alle mappe esagonate. Sfegatati fan dei librigioco lasciarsi tentare da una sessione di gioco di ruolo dal vivo ad immersione totale, con tanto di scenografie e improvvisazioni teatrali. Di nuovo, solo gioco storico. Ma tutto il gioco storico.
I wargamer di lungo corso, poi… e anche i giocatori alla ricerca dei grandi classici… anche loro avevano di che ammirare in StoriCon. Abbiamo preso i grandi titoli dalla storia pluridecennale di case come SPI, Avalon Hill, GDW, Yaquinto, International Team e li abbiamo tirati via dalle teche, facendoli semplicemente giocare a tutti coloro che volessero farlo. Si vedevano quad games con più anni sulle spalle degli interi gruppi di giovanissimi giocatori che si accalcavano discutendo delle mosse da fare, accanto ai COIN o ai Pax di ultimissima generazione scoperti anche dai grognards più inveterati. ASL, Republic of Rome, United Nations entravano così in un meraviglioso dialogo con i card driven, gli eurowargame, i giochi storici ibridi, i tridimensionali sperimentali. Filler e monster games uno accanto all’altro, senza confini e senza il minimo pregiudizio reciproco.
E quanti rapporti di collaborazione sono nati a StoriCon, magari tra associazioni che non sapevano di essere così vicine geograficamente o che si sono dichiarate interessate ad altri eventi “trasversali” di gioco storico! Tenete le orecchie aperte, perché sentirete parlare anche sui nostri canali di queste nuove collaborazioni tra LudoStoria e altre realtà.
Tutto questo aveva un costo economico, direte voi. Invece no, rispondiamo noi. Al di là ovviamente delle risorse messe in comune, dai tavoli alla comunicazione, dal personale alle conoscenze informatiche, dalle braccia (fondamentali!) al tempo, StoriCon è stata una grande festa del migliore volontariato ed associazionismo no profit: tutto ad ingresso gratuito, tutto a disposizione di chiunque. Anche i nostri amici produttori hanno rispettato di buon grado le indicazioni e, pur non svolgendo alcuna attività commerciale in sede, hanno presentato le loro anteprime, hanno fatto scoprire i loro cavalli di battaglia ad un pubblico più ampio, hanno perfino sfruttato l’occasione per far sperimentare al pubblico prototipi pre-produzione.
Una festa, dunque, ben sostenuta a livello logistico anche nella ristorazione: oltre a ciò che si poteva acquistare sul posto, già da prima dell’evento era possibile prenotare colazione e pranzo, serviti direttamente al proprio tavolo senza file al bancone e potendo rimanere concentrati sulla propria esperienza di gioco.
In conclusione, permettete un ricordo personale: StoriCon non sarebbe mai stata possibile senza l’esempio e l’operato attivo di alcuni protagonisti del gioco storico romano che purtroppo non sono più tra noi. Ce ne sono tanti, ma qui mi piace ricordare in rappresentanza di tutti Roberto Flaibani (che per decenni con il suo negozio Strategia e Tattica fu punto di riferimento dei giocatori storici della Capitale), Agostino Carocci (autore di KataKumbas e grande organizzatore di eventi ludici) e Falco Verna (alla cui manifestazione, Gioca Gratis, LudoStoria fece la sua primissima uscita ufficiale). Noi ci muoviamo sulle loro orme, sapendo che se fossero venuti in Vaccheria si sarebbero divertiti molto anche loro… e magari avrebbero dato il proprio prezioso contributo all’evento.
Insomma, forse siamo stati ambiziosi con quello slogan, forse alcune di tutte queste cose le avete già viste in altre manifestazioni ludiche… ma le avete mai viste tutte insieme e, di nuovo, in un evento esclusivamente dedicato al giocare con la Storia?
Ecco dunque salire sul palcoscenico del gioco storico italiano la nostra StoriCon, guadagnandosi di diritto un posto accanto agli altri grandi eventi del settore. Di questo ne andiamo orgogliosi, inutile nasconderlo, e personalmente vado orgoglioso di come LudoStoria, grazie agli sforzi di ogni suo rappresentante, sia stata vista da tutti come un punto di riferimento capace di coordinare queste forze, lasciando loro la piena libertà di organizzare come meglio ritenevano i propri spazi, cooperando lealmente e paritariamente con tutti, facendo delle rispettive diversità un valore e un punto di forza formidabili.
Anche come realizzazione pratica del nostro Manifesto di LudoStoria a cui torniamo sempre, e del principio alla base di tutto ciò che facciamo: il gioco storico, in ogni sua forma.
Che poi sarà lo slogan del nuovo appuntamento a cui stiamo già lavorando… StoriCon II, a Febbraio 2027!
StoriCon I è un evento realizzato da:
Aleph Game Studio, Armata Brancaleone, AFBIS, ASL Italia, AurorArt, Boardgame Bazar, Castelli in Gioco, Ergo Ludo Editions, Eryados, GdT Roma Players, Gilda del Drago Nero, La Ludica, La Tavola Rotonda, LudoManiacs, LudoStoria, Miles Gloriosus, Nani Ludici, Nerdi Saldi, Officina Ludica, Oliphante, Para Bellum Magazine, Progetto ILO, Salotto di Giano, Tana degli Orchi, WBS Games.
Coordinamento operativo: LudoStoria Roma
Con il patrocinio di: CeRG – Centro di Ricerca sul Gioco dell’Università di Genova, Federludo – Federazione Italiana delle Associazioni Ludiche, AIPH (Associazione Italiana di Public History)
Ringraziamo il Municipio IX del Comune di Roma e il personale dello Spazio Espositivo La Vaccheria per aver reso possibile l’evento e averlo sostenuto al meglio in ogni suo momento.
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